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Guerra

Le forze speciali dei talebani

Umar Media, il mezzo di comunicazione ufficiale del Movimento dei talebani in Pakistan (Tehrik-e-Taliban Pakistan o TTP), ha pubblicato un video su YouTube in cui mostra la sua formazione “Taliban Special Group Swabi” alle prese con Rpg e granate nel...

Umar Media, il mezzo di comunicazione ufficiale del Movimento dei talebani in Pakistan (Tehrik-e-Taliban Pakistan o TTP), ha pubblicato un video su YouTube in cui mostra la sua formazione “Taliban Special Group Swabi” alle prese con Rpg e granate nel corso di un addestramento. Tra gli scopi del training c’è anche quello di insegnare ai giovani mujaeddin a neutralizzare tank ed elicotteri.Per approfondire: L’Afghanistan tra Isis e talebaniDal documento si apprende che il corpo speciale, anche noto come “Mujaeddin special group”, sarebbe minacciosamente attivo nel distretto nord occidentale di Swabi, nella provincia pachistana di Khyber Pakhtunkhwa. A “due passi” dalla capitale di Islamabad. A più di 600 km dalla roccaforte di Quetta da cui è gravitato anche Ahmad Khan Rahami, l’americano di origine afghana sospettato di aver orchestrato gli attentati di New York e del New Jersey.Il video è probabilmente girato nell’ormai famoso “Mehdi Alaih Rizwan Training Center”. Il campo, le cui coordinate rimangono un mistero, è la hub da cui transitano le nuove generazioni di guerriglieri prima di condurre i loro attacchi contro obiettivi civili, forze governative ed il rivale Stato islamico. Nel 2015 erano già circolate diverse testimonianze, sempre targate Umar Media, del campo e dell’ampia gamma di attività svolte al suo interno.Mujaeddin che maneggiano esplosivo e confezionano bombe, saltano ostacoli, si gettano a terra procedendo svelti a “passo del leopardo” lungo un circuito di addestramento. Mujaeddin come proiettili, in sella a delle motociclette, si specializzano in azioni lampo guidando e sparando allo stesso tempo.Il documento è stato rilasciato a pochi giorni di distanza dagli attentati kamikaze alla Christian Colony di Peshawar e nel vicino distretto di Mardan. Entrambi gli attacchi sono stati rivendicati dai talebani della fazione “Jamaat-ur-Ahrar” che, nel 2015, si è riunificata con i TTP. “Vogliono destabilizzare il paese e vendicarsi delle operazioni anti-terrorismo che il governo sta portando avanti” ha raccontato a Vatican Insider Padre John William, prete cattolico 65enne che ha vissuto a Peshawar per diciassette anni.Per approfondire: Ecco i preziosi che finanziano i talebaniLe operazioni di  “ripulitura” delle province del Nord Ovest, così come l’incursione americana che ha portato all’uccisione mirata di Akhttar Mansour, il mullah polverizzato a maggio scorso da un drone a stelle strisce, sembrano aver contribuito ad un’ulteriore destabilizzazione dell’area innescando un feroce ciclo di vendette che non ha scalfito la resilienza talebana.Adesso  gli “studenti islamici” guardano sempre più insistentemente verso Islamabad. Nonostante il cambio di strategia annunciato dal governo – a maggio scorso –  in occasione dell’ultimo round di colloqui del gruppo di coordinamento Quadrilatero Afghanistan, Pakistan, Stati Uniti e Cina. “Il nostro punto di vista è che Nato e Isaf sono stati in lotta negli ultimi 15 anni, ma non sono riusciti a portare la pace. Il dialogo resta ora l’unica opzione”, ha dichiarato il consigliere del primo ministro del Pakistan per gli affari esteri Sartaj Aziz.





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