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Terrorismo

Sgominata cellula di Isis a Mogadiscio

Somalia: Isis alle corde? Forse no, eppure, dalla capitale arriva la notizia di una nuova spallata all’organizzazione terroristica più temuta al mondo.Nella notte di sabato scorso, nel distretto di Banadir, durante una maxi operazione anti terrorismo, la Somali Police Force...

Somalia: Isis alle corde? Forse no, eppure, dalla capitale arriva la notizia di una nuova spallata all’organizzazione terroristica più temuta al mondo.Nella notte di sabato scorso, nel distretto di Banadir, durante una maxi operazione anti terrorismo, la Somali Police Force (SPF) è entrata in possesso di un documento preziosissimo. Secondo quanto ha dichiarato il generale Ali Hirsi, anche conosciuto come Ali Gab, ai media locali, il documento finito nelle mani degli agenti svelerebbe una ventina di nominativi di giovani appartenenti ad una cellula di Isis che stava pianificando un attentato nella capitale somala.e0f7be13-8b23-4a21-b132-f9d05052caeaL’agenzia Sonna, tra le prime a diffondere la notizia, racconta che oltre alla “black list”, immediatamente al vaglio degli inquirenti, la maxi operazione ha portato anche al sequestro di sette computer, alcuni cellulari ed un veicolo imbottito di esplosivo.Il tutto è stato mostrato dal generale Hirsi durante una conferenza stampa notturna, organizzata al termine dell’operazione, di fronte al Daljirka Dahsoon. La scelta del luogo non è certo casuale: il monumento dedicato al milite ignoto è simbolo dell’impegno e del sacrificio delle forze armate a difesa della Repubblica di Somalia.Si è trattato di un duro colpo per i seguaci del Califfo che, nemmeno un mese fa, avevano orgogliosamente rivendicato il loro primo attentato in Somalia, a Mogadiscio. Lo scorso 25 Aprile, gli uomini di Abu Bakr al Baghdadi avevano infatti colpito un convoglio dell’African Union Mission (AMISOM) che stava viaggiando all’altezza del Km 13 in direzione della cittadina di Afgooye.Quello di sabato notte non è il solo contraccolpo ricevuto dall’organizzazione terroristica di al Baghdadi che, tra alterne vicende, sta cercando ormai dal 2015 di crearsi un varco anche in questo martoriato fazzoletto del Corno d’Africa.Il mese scorso, in un blitz notturno, la National Security Agency della Somalia (NISA) aveva neutralizzato un’altra cellula composta da tredici guerriglieri. Tra loro anche Hassan Fanah, ex miliziano di Al Shabaab passato alle file dello Stato Islamico nel 2015.6954497b-462b-4a20-9f8d-b3fc8dfedc3fNonostante i successi inanellati dalle forze di polizia e di sicurezza negli ultimi mesi, resta ancora alto il livello di guardia dopo il ritorno di Abdul Qadir Mumin. L’ex predicatore della moschea di Greenwich, inconfondibile con il suo pizzetto color arancio, lo scorso aprile, è riapparso nei panni di reclutatore in un video diffuso dalla al Furat Media Foundation.Nel frammento video Mumin promette la cifra esorbitante di 400 dollari al mese ai mujaeddin che si uniranno alla jihad globale. Anche Mumin è un “fuoriuscito”. Ex gloria di Al Shabaab nella zona di Puntland, lo scorso Ottobre giura fedeltà ad al Baghdadi e, per questa ragione, diventa il ricercato numero uno dalla Amniyat, famigerata unità d’élite incaricata dalla costola qaedista somala di punire i traditori.L’adesione del leader carismatico alla jihad globale costituisce un vero e proprio cruccio per l’intelligence locale che adesso è impegnata a contrastare i terroristi in una forbice che vede, da un lato, quelli che combattono nel nome di un’agenda locale e, dall’altro, quelli che vorrebbero instaurare il Califfato universale.La speranza è che la “black list” acquisita dagli inquirenti possa condurre all’arresto dell’ex predicatore, falciando così una parte importante della nuova leadership dell’organizzazione nera, prima che sia la rivale Amniyat a farlo.





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