Lo scorso dicembre, il Comando Strategico degli Stati Uniti e la Defense Intelligence Agency, affermarono che la Cina aveva dato il via al primo pattugliamento deterrente. Ciò significa che per la prima volta, Pechino ha assunto una nuova capacità di attacco nucleare strategico. I cinesi avrebbero sempre in mare due sottomarini classe Jin, ognuno in grado di trasportare dodici missili JL-2 con una gittata massima di ottomila chilometri.Ciò rappresenta un passo senza precedenti nella storia del Partito Comunista per due motivi. Il primo è legato al fatto che Pechino ha sempre mantenuto sotto stretto controllo politico l’intero arsenale nucleare, centralizzando l’inventario strategico in patria. La politica cinese sembrava non fidarsi dei comandanti dei sottomarini nucleari.Il secondo motivo è che per la prima volta Pechino ha deciso di riscrivere la dottrina per l’impiego di testate nucleare, fino a pochi mesi fa esclusivamente dedicata al second strike. I pattugliamenti strategici segnano quindi una nuova tappa nella fiducia che il partito comunista ha affidato all’Esercito di Liberazione del Popolo. Tali capacità preoccupano India e Stati Uniti, in trattative per adottare delle contromisure congiunte nell’Oceano Indiano.Delhi e Washington temono l’espansione della marine cinese, sempre più assertiva nel Mar Cinese Meridionale. Lo scorso mese, l’India ha autorizzato l’utilizzo delle basi indiane alla US Navy in cambio dell’accesso alla tecnologia militare americana. Entrambe le parti si riuniranno a breve per provare ad instaurare anche una strategia antisommergibile comune. Secondo il governo indiano, i sottomarini cinesi sono avvistati in media quattro volte ogni tre mesi.Alcuni sottomarini d’attacco sono stati identificati vicino le isole Andamans e Nicobare che si trovano in prossimità dello Stretto di Malacca, l’ingresso al Mar Cinese Meridionale attraverso il quale transita oltre l’80 per cento delle forniture di carburante della Cina. Quelle pattuglie attive cinesi equipaggiate con armi nucleari, hanno scatenato un’intensa attività di sorveglianza intorno alla base sottomarina sull’isola di Hainan. Gli USA, intanto, hanno potenziato la propria presenza hunter killer per rintracciare i sottomarini nucleari cinesi per possibili pattugliamenti nel Pacifico. Appare comunque evidente che nei prossimi anni, l’Oceano Indiano sarà particolarmente trafficato ed oggetto di sempre più marcate rivalità strategiche. I dodici nuovi sottomarini d’attacco ordinati dall’Australia, andrebbero ad incastonarsi proprio in tale contesto. Ecco perché gli Stati Uniti, stanno cercando di instaurare rapporti militari per la condivisione delle infrastrutture con i paesi presenti nella regione. La Cina, invece, sta realizzando porti ed infrastrutture nello lo Sri Lanka che si trova lungo la principale rotta di navigazione. Nonostante, fin dagli anni ’80, avessero in servizio dei sottomarini balistici a propulsione nucleare dotati di missili a corto raggio JL-1, i cinesi non hanno mai condotto dei pattugliamenti deterrenti. La principale base sull’isola di Hainan, nel Mar Cinese Meridionale e l’introduzione dei missili JL-2 ha cambiato la strategia, per certi versi simile a quella dei sovietici con il Mare di Okhotsk durante la guerra fredda.
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